giovedì 14 maggio 2009

Consapevolezza: un lungo cammino.

Donna davanti al tramonto nella posizione yoga del lotoRicordo bene cosa provavo da giovane: vivevo in uno stato di leggera fluttuazione, mi sembrava di essere eterna, di poter cambiare il mondo, non mi rendevo conto che sarei cambiata anch'io e non avvertivo l'affascinante universo interiore che cresceva insieme a me.
Tutto mi sembrava facile e scontato: i giudizi, le soluzioni, i miei integerrimi principi che difendevo a spada tratta, i proponimenti ai quali, pensavo, non sarei mai venuta meno.
Immagino che questa enorme sicurezza, a volte riscontrabile nei giovani, abbia la funzione di non farli sentire inferiori agli adulti, spesso smaliziati e capaci di tendere insidiose trappole verbali: occorre molto coraggio per portare avanti se stessi quando la consapevolezza di tutte le proprie capacità e dei limiti inconfessabili, è ben al di là da venire.
Non dico che, in quei giorni eccitanti e pieni di scoperte, non avvertissi la presenza di un'anima silente o dell'inconscio, che dir si voglia, sta di fatto che non mi ponevo troppe domande, mi lasciavo trasportare dagli eventi illudendomi di poterli influenzare sostanzialmente.

Dopo questi anni passati a riflettere e ad ascoltare quelli che lo yoga chiama "gli abitanti interni", ho compreso quanto impegno, fiducia e dedizione occorrano per guardare dentro di sé, sicuri di trovare una voce amica, un consigliere che, nei momenti più difficili, saprà indicarci un sicuro percorso.
Col tempo ho imparato a focalizzare l'attenzione su certe zone del corpo, ad esempio i muscoli doloranti, per rilassarli all'istante, con una efficacia e rapidità tali che, ancora oggi, mi sembrano impossibili.
Molto altro ancora ho cercato di afferrare di quelle che sono le immense potenzialità del nostro cervello, poi mi sono fermata per non andare troppo lontana dalle relazioni umane le quali, a tutt'oggi, sono le uniche in grado di riscaldarmi.

"Non sappiamo bene chi siamo fin quando, l'oscurità dell'anima, ritrova la via che conduce alla coscienza". (Flory Brown)


Pubblicazione 14 Maggio 2009