venerdì 23 settembre 2011

Riflessioni: Evviva la Tecnologia?

Non c'è dubbio ch'io ami la tecnologia, il progresso scientifico e, soprattutto, l'informatica con tutta la varietà e la ricchezza d'informazione che ci regala, ma non bisogna dimenticare che anche il cervello deve essere allenato, spesso senza l'ausilio di strumenti moderni che tendono ad impigrirlo.

Figlio: "Ho l'mp3, l'ipod, il pc, babbo tu cosa usavi a scuola?" Babbo:"La testa!"
(grazie a Manuela)

La vignetta è divertente, paradossale, visto che si può mantenere una certa autonomia di pensiero senza affidarsi, anima e corpo, agli aiuti più moderni o, peggio, credendo a tutto quello che ci viene propinato dai media senza esercitare un normale senso critico.
Per quelli della mia generazione è più facile far convivere la naturalezza dell'esistere con le molteplici sollecitazioni che giungono da uno schermo più o meno minuto. C'è da dire, però, che ho dovuto allontanarmi da piacevoli attività di bricolage o, semplicemente, dalla cucina casalinga, nella quale eccellevo, perché portavano via troppo tempo e poco ne rimaneva per gli interessi che coltivo da qualche anno.

Ricordo quante ore dedicavo anche all'esplorazione della natura e dei suoi segreti, mentre godevo dei documentari che tanto mi attraevano: essi mi permettevano di viaggiare con la mente, oltre a far luce sui molti misteri del nostro bellissimo pianeta.
Ora non è più così, raramente cerco un momento di pace, di riflessione, se non davanti ad un tramonto o ad un'aurora risplendente del sole dell'estate, ma non ho rimpianti e attendo di conoscere i futuri, entusiastici, progressi della tecnologia.

E' vero, diversi anni fa si usava molto di più "la testa", i tempi erano rallentati, tranquilli, tanto che ricordo di aver sofferto di noia, specie nelle nostre scuole così poco interessanti e per nulla capaci di spiegare la vita.

L'unico modo per insegnare ai giovani l'autonomia della mente è quello di essere, per loro, un esempio valido giorno per giorno, trovando tempo e spazio per la riflessione, l'ascolto l'uno dell'altro, il silenzio, la contemplazione, anche da condividere, ammirando un paesaggio, ascoltando buona musica o passeggiando, mano nella mano.

Correre affannosamente non ci condurrà lontano dai nostri tormenti, dalle paure, dall'incertezza: sarà la fonte della dimenticanza di noi stessi, in un desolante oblio senza mai l'eco lontana di una voce suadente.

Flory Brown - 23 Settembre 2011